ci parlò male dei turni in fabbrica perchè al notte è il tempo deputato al sonno alla rigenerazione alla riflessione.
non ci avevo mai pensato.
probabilmente ci si abitua anche ai turni però è proprio vero che la notte è diversa dal giorno, almeno per ora che io non faccio turni e la malinconia mi assale. mi assale quando sono soddisfatto di me e mi trovo che vorrei che questa soddisfazione si mantenesse in questo stato perennemente, sospesa.
mi rendo conto che non è merito mio la soddisfazione e questo mi dà voglia che rimanga come acchiappare per la coda quello che ci piace e cercare di tenerlo mentre vuole scappare.
anche se scapperà, la forza che ci metto nel tenerla e il momento che vivo mi piace.
fra un pò mangerò un budino al crem caramel e anche una banana e poi pillola e dormita di qualche ora. forse meno.
il lunedì cancella la malinconia della notte della domenica.
il desiderio è scappato.
il sentimento della ricreazione.
meglio ancora di curarsi.
ricrearsi.
il maestro insegna, ho pensato.
il saggio impara.
ma va fan guru!
ogni tanto dovrei scrivere di henry miller, figlio di sarto, stronzo pieno.
su radio tre trasmisero un discorso su di una corrente che rifiuta la lettura.
collegata con la zen o il taoismo.
la trasformazione della propria vita in un personaggio invece della passione per le passioni scritte nei libri.
dopo miller non voglio più leggere ma spendere quello che ho letto e sentito e visto e annusato e accumulato.
quello che leggo volentieri sono i bigliettini che faccio per farmi pubblicità nel lavoro.