un punto farmacologico del mio percorso sarà fatto questo mese dallo psichiatra che forse mi farà cambiare terapia. lo zoloft mi ha già detto che gli sembra un’arma spuntata.
certo la felicità non me la dà, io non la voglio, e non penso che la possa dare qualche farmaco.
in più credo che egli creda che non fa appieno quello che deve il farmaco.
troppi xanax l’accompagnano.
sono curioso di quello che farà.
la terapia continua e continuerà.
l’altro giorno dallo psicologo abbiamo virato, cambiato obiettivo.
mi ha detto che le analisi che io faccio di me sono molto lucide e che invece prima quando ho iniziato ad andare da lui ero molto confuso ed agitato.
mi sembra un complimento.
dopo alcune sedute a ridere e scherzare ora vuole che ci concentriamo sulle cose che si fanno in settimana.
su la regolarizzazione del resto della vita.
l’analisi che mi ha lasciato molto soddisfatto e che è mia è questa:
spesso ho dovuto tenere duro su di un obiettivo lasciando perdere tutto il resto e questo era non tornare a casa, il resto non contava e ho anche passato mesi in casa, senza curarmi ecc.
più ho sentito chele cose a casa si quietavano più mi sno sentito sollevato e ho potuto guardare anche me.
i momenti di crisi profonda sono stati due e sono coincisi con migioramenti della mia famiglia.
questo mi ha permesso in quel momento di distogliere lo sguardo da loro e dare un’occhiata a me e mi sono visto sporco e sanguinante e ferito e questo mi ha fatto scattare gli attacchi di panico.
la prima volta sei anni fa circa.
la secondo a giugno scorso.
come dice guccini “certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire”
e quando noi siamo impegnati non siamo capaci di guardare dentro di noi (riflessione – guardarsi allo specchio perchè non abbiamo altri modi per vederci) e quando ci guardiamo e abbiamo la possibilità se siamo malati o sporchi o brutti corriamo ai ripari o sentiamo la necessità di correre ai ripari (attacco di panico).
io in due periodi ultimi della mia vita mi sono visto perchè ho avuto delle pause e mi sono trovato brutto perchè mi sono trascurato. in quelle pause ho cercato allora di curarmi, di curare me stesso, di amare me stesso, di ripararmi.
dopo una battaglia la nave è colpita.
nella battaglia continua a combattere perchè ne va della vita.
la priorità è combattere oppure scappare.
quando torna in porto dalla battaglia il comandante scende e controlla il suo stato.
quando la vede malconcia il cuore gli si rattrista e dà ordine che subito sia riparata.
sa che può farlo perchè è in porto e che se non la ripara non navigherà.
1. 13 Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
1. 14 là dove terminava quella valle
1. 15 che m'avea di paura il cor compunto,
1. 16 guardai in alto, e vidi le sue spalle
1. 17 vestite già de' raggi del pianeta
1. 18 che mena dritto altrui per ogne calle.
1. 19 Allor fu la paura un poco queta
1. 20 che nel lago del cor m'era durata
1. 21 la notte ch'i' passai con tanta pieta
1. 22 E come quei che con lena affannata
1. 23 uscito fuor del pelago a la riva
1. 24 si volge a l'acqua perigliosa e guata,
1. 25 così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
1. 26 si volse a retro a rimirar lo passo
1. 27 che non lasciò già mai persona viva.
1. 28 Poi ch'ei posato un poco il corpo lasso,
1. 29 ripresi via per la piaggia diserta,
1. 30 sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.